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Un museo originale, unico nel suo genere in Italia, a Bergantino – Rovigo

Bergantino è un piccolo centro urbano dell’Alto Polesine, dove la Giostra non è solo uno strumento di divertimento, ma diventa un elemento molto significativo sul piano economico e culturale, che conferisce al territorio delle peculiarità proprie.
L’Alto Polesine, infatti, grazie all’intraprendenza locale, è diventato oggi un centro internazionale di produzione di giostre della più avanzata tecnologia e rappresenta un’avanguardia italiana che ha saputo conquistare i più importanti mercati del mondo, riscattandosi così da una secolare depressione economica e sociale.
In quest’angolo di Polesine, formato dal territorio di Bergantino e dei paesi limitrofi, sono concentrate ben 68 aziende produttrici di giostre, che dànno occupazione, con tutto l’indotto, ad oltre un migliaio di unità lavorative per la maggior parte specializzate nei settori della carpenteria, dell’elettromeccanica e dell’elettronica (Distretto Industriale Polesano della Giostra).
Questa produzione, assai specialistica e tecnologicamente avanzata, attrae la clientela che ormai raggiunge Bergantino e l’Alto Polesine da tutta Europa, da vari Paesi dell’Asia, dall’America del Nord e del Sud e dai Paesi Arabi.
A caratterizzare Bergantino non è solo l’attività imprenditoriale di costruzione delle giostre, ma anche la presenza nel paese di una cinquantina di famiglie (105 negli anni ’70-’80), che possiedono giostre e le portano per le fiere quali spettacolisti itineranti. Sono i cosiddetti giostrai, dei gruppi professionali, conosciuti sulla piazza come Bergantini, che non vanno confusi con i nomadi zingari, i quali hanno un’altra origine, una storia diversa e costituiscono un’etnia a se stante.
Ecco perché scaturisce quasi spontaneamente il Museo Storico della Giostra e dello Spettacolo Popolare proprio a Bergantino, in perfetta sintonia con la realtà socio-economica del territorio altopolesano, ma con la vocazione ad estendere al territorio nazionale ed europeo la sua ricerca sulla cultura di piazza.

Il Museo, infatti, nato nel 1999 come centro di ricerca e documentazione storica, unico nel suo genere in Italia, è stato istituito dal Comune di Bergantino e dalla Provincia di Rovigo, sotto l’egida del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e in collaborazione con l’Accademia dei Concordi di Rovigo, con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma e con il Centro Etnografico del Comune di Ferrara.
Questa giovane istituzione culturale si propone di contribuire alla valorizzazione della storia economica e sociale dell’Alto Polesine, inserendola in un quadro contestuale più ampio di studio e di ricerca sullo spettacolo popolare veneto, nazionale ed europeo.
Il visitatore, che entra nel Museo della Giostra, segue un percorso culturale costituito da documenti iconografici, manufatti artistici, scenografie, modellini didattici di giochi e giostre, visti nella loro evoluzione, strumenti musicali da Fiera di fine Ottocento, vari oggetti originali d’epoca: il tutto corredato da didascalie e testi di approfondimento per raccontare la storia della Fiera itinerante dalle sue origini medievali fino al Luna Park di oggi.
All’interno di questo percorso prendono vita microstorie dei grandi spettacoli popolari della Fiera tradizionale: La Commedia dell’Arte (1500), il Teatro dei burattini e delle marionette (1600), il Circo (1700), il Cinematografo ambulante (1800), il Luna Park (1900) con le storie delle giostre più importanti. Sale Multimediali accolgono gruppi di visitatori anche numerosi, soprattutto scolaresche, per i quali vengono utilizzati strumenti didattici audiovisivi prodotti dal Museo stesso.
Il Museo di Bergantino non è una semplice esposizione di documenti riguardanti un passato più o meno remoto e non è nemmeno la ricostruzione di un antico luna park o una vetrina di giostre d’epoca. La sua caratteristica peculiare è di essere un museo storico antropologico, che si occupa della storia dell’uomo, della sua creatività, della sua ansia di conoscere il futuro, del suo bisogno di sopravvivere superando le quotidiane difficoltà della vita, del suo innato bisogno di trascendere la realtà.

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